Il Papiro di Artemidoro

il Papiro di Artemidoro
25/01/2006
Dopo 2000 anni riemerge dall’oblio il Papiro di Artemidoro. L’eccezionale reperto di epoca tolemaica, accuratamente restaurato, è finalmente in mostra, sino al 7 maggio, nelle sale del Palazzo Bricherasio di Torino. Il papiro, scritto verso la metà del I secolo a.C. (pochi decenni dopo la morte di Artemidoro), più tardi ridotto a materiale da macero, entrò a far parte del cartonnage di una mummia.
In mostra sarà possibile ammirare un'ampia porzione di un testo perduto del geografo Artemidoro di Efeso, ma anche tre diversi strati di immagini: la più antica carta geografica di età classica, un repertorio di animali reali e fantastici e un taccuino con disegni di figura, forse provenienti da botteghe di artisti.
La mostra, curata dal Professor Claudio Gallazzi e dal Professor Salvatore Settis, si ripromette anche di ricreare un ricco contesto di saperi, volti e culture. Per una conoscenza ricca e stimolante, il reperto sarà infatti accompagnato da accurati disegni che ne favoriranno la lettura, consentendo l’integrazione di parti mancanti. I visitatori troveranno risposte intorno alla nascita degli antichi rotoli di papiro, sull’utilizzo degli stessi per la scrittura e la lettura, o su come venissero trasformati in cartonnage.
Verrà quindi illustrata la storia della cartografia antica e dei suoi riflessi in manoscritti medievali, in una sezione corredata anche da antichi strumenti di misurazione e rilevazione cartografica. Il repertorio animalistico che occupa la faccia posteriore del papiro verrà illustrato da preziose rappresentazioni di animali in mosaico, in scultura e su stoffe, argenti e ceramiche, mentre la serie di disegni di figura da statue verrà commentata da ritratti e statue di divinità.
La bottega dell’artista antico sarà mostrata attraverso una serie di rappresentazioni, a partire dalla famosa coppa del “Pittore della Fonderia” di Berlino (c. 480 a.C.), nonché dagli strumenti di pittori e scultori e da alcuni dei celebri calchi di Baia, i più antichi in gesso conservati da sculture classiche.
L’illustrazione libraria nell’antichità troverà spazio nelle ultime due sezioni, che raccoglieranno tra l’altro una scelta dei più rappresentativi frammenti di sketchbooks di età classica, mostrando la sopravvivenza di questa pratica artistica fino al sec. XV. Saranno esposti reperti di una trentina di musei, ma prevalente sarà l’apporto delle collezioni del Museo Egizio di Torino per importanza e varietà.
Le tre vite del papiro di Artemidoro.
Voci, sguardi dall’Egitto greco – romano
8 febbraio – 7 maggio 2006
Palazzo Bricherasio, Torino
In mostra sarà possibile ammirare un'ampia porzione di un testo perduto del geografo Artemidoro di Efeso, ma anche tre diversi strati di immagini: la più antica carta geografica di età classica, un repertorio di animali reali e fantastici e un taccuino con disegni di figura, forse provenienti da botteghe di artisti.
La mostra, curata dal Professor Claudio Gallazzi e dal Professor Salvatore Settis, si ripromette anche di ricreare un ricco contesto di saperi, volti e culture. Per una conoscenza ricca e stimolante, il reperto sarà infatti accompagnato da accurati disegni che ne favoriranno la lettura, consentendo l’integrazione di parti mancanti. I visitatori troveranno risposte intorno alla nascita degli antichi rotoli di papiro, sull’utilizzo degli stessi per la scrittura e la lettura, o su come venissero trasformati in cartonnage.
Verrà quindi illustrata la storia della cartografia antica e dei suoi riflessi in manoscritti medievali, in una sezione corredata anche da antichi strumenti di misurazione e rilevazione cartografica. Il repertorio animalistico che occupa la faccia posteriore del papiro verrà illustrato da preziose rappresentazioni di animali in mosaico, in scultura e su stoffe, argenti e ceramiche, mentre la serie di disegni di figura da statue verrà commentata da ritratti e statue di divinità.
La bottega dell’artista antico sarà mostrata attraverso una serie di rappresentazioni, a partire dalla famosa coppa del “Pittore della Fonderia” di Berlino (c. 480 a.C.), nonché dagli strumenti di pittori e scultori e da alcuni dei celebri calchi di Baia, i più antichi in gesso conservati da sculture classiche.
L’illustrazione libraria nell’antichità troverà spazio nelle ultime due sezioni, che raccoglieranno tra l’altro una scelta dei più rappresentativi frammenti di sketchbooks di età classica, mostrando la sopravvivenza di questa pratica artistica fino al sec. XV. Saranno esposti reperti di una trentina di musei, ma prevalente sarà l’apporto delle collezioni del Museo Egizio di Torino per importanza e varietà.
Le tre vite del papiro di Artemidoro.
Voci, sguardi dall’Egitto greco – romano
8 febbraio – 7 maggio 2006
Palazzo Bricherasio, Torino
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