Maxim Kantor, Atlantis

Maxim Kantor, Atlantis, Palazzo Zenobio, Venezia
Dal 02 Giugno 2013 al 10 Settembre 2013
Venezia
Luogo: Palazzo Zenobio
Indirizzo: via Dorsoduro 2596
Orari: da martedì a domenica 10-18
Curatori: Alexander Borovski, Cristina Barbano
Telefono per informazioni: +39 041 5232237/ 349 4332873
E-Mail info: press@arteeventi.com
Sito ufficiale: http://www.biennale.org
Maxim Kantor, uno degli artisti russi più conosciuti al mondo, pittore e incisore, scrittore e saggista, ritorna a Venezia con la mostra “Atlantis”.
Nelle sale del settecentesco Palazzo Zenobio, i curatori Alexander Borovski, direttore della Sezione Arte Contemporanea del Museo Statale Russo di San Pietroburgo, e Cristina Barbano, curatrice ed organizzatrice dei progetti italiani dell’artista, assieme al direttore artistico del Palazzo, Marco Agostinelli, presenteranno in un percorso site-specific il punto di arrivo del pensiero artistico più recente di Maxim Kantor. Questa fase è permeata dalla volontà di collegare la crisi delle civiltà presenti e passate al mito platonico di Atlantide, mostrando come l'inabissarsi di una fiorente civiltà sia un’immagine filosofica e figurativa di riferimento per il crollo delle «grandi utopie».
Lo stato attuale della civiltà occidentale viene percepito dall'artista come la fase della bassa marea storica alla quale inevitabilmente farà seguito un'alta marea potente e minacciosa, costituita dalle rivoluzioni e dalle guerre.
Se nella storia del pensiero occidentale l’immagine platonica dell’isola di Atlantide che si inabissa, matrice di angosce ancestrali, rappresenta in modo ricorrente le meditazioni critiche sul destino della nostra civiltà, nella storia dell’arte queste ultime trovano espressione nelle rappresentazioni visive di realtà immaginarie o storiche anche molto distanti fra loro, come la torre di Babele, la distruzione di Pompei, la torre di Tatlin, le Torri Gemelle, simboli della vanità dei progetti grandiosi, della finitezza degli sforzi umani, del ritmo ciclico della storia. Richiamandosi a queste visioni, la prima parte della mostra si focalizza sull'immagine della torre-stato.
In uno spazio separato, Kantor presenta i personaggi della storia della civiltà occidentale nell’ultimo secolo e mezzo di storia. Da Stalin a Roseevelt, da Churchill a Mussolini, fino a Sarkozy, Putin e Obama, in piccoli ritratti spesso con connotazione satirica: sono gli ideologi e i politici che hanno suggerito le concezioni dello sviluppo della società come una Atlantide dai piedi di argilla
Altre sale sono dedicate all'Oceano da cui Atlantide nasce e in cui muore, un Oceano quasi umanizzato e colto in ogni suo aspetto: dalla calma più piatta alla tempesta più violenta, dalla lunghe spiagge sabbiose al faro, dalla bassa marea rivelatrice dei misteri dei fondali all'alta marea violenta e impetuosa.
Nelle sale del settecentesco Palazzo Zenobio, i curatori Alexander Borovski, direttore della Sezione Arte Contemporanea del Museo Statale Russo di San Pietroburgo, e Cristina Barbano, curatrice ed organizzatrice dei progetti italiani dell’artista, assieme al direttore artistico del Palazzo, Marco Agostinelli, presenteranno in un percorso site-specific il punto di arrivo del pensiero artistico più recente di Maxim Kantor. Questa fase è permeata dalla volontà di collegare la crisi delle civiltà presenti e passate al mito platonico di Atlantide, mostrando come l'inabissarsi di una fiorente civiltà sia un’immagine filosofica e figurativa di riferimento per il crollo delle «grandi utopie».
Lo stato attuale della civiltà occidentale viene percepito dall'artista come la fase della bassa marea storica alla quale inevitabilmente farà seguito un'alta marea potente e minacciosa, costituita dalle rivoluzioni e dalle guerre.
Se nella storia del pensiero occidentale l’immagine platonica dell’isola di Atlantide che si inabissa, matrice di angosce ancestrali, rappresenta in modo ricorrente le meditazioni critiche sul destino della nostra civiltà, nella storia dell’arte queste ultime trovano espressione nelle rappresentazioni visive di realtà immaginarie o storiche anche molto distanti fra loro, come la torre di Babele, la distruzione di Pompei, la torre di Tatlin, le Torri Gemelle, simboli della vanità dei progetti grandiosi, della finitezza degli sforzi umani, del ritmo ciclico della storia. Richiamandosi a queste visioni, la prima parte della mostra si focalizza sull'immagine della torre-stato.
In uno spazio separato, Kantor presenta i personaggi della storia della civiltà occidentale nell’ultimo secolo e mezzo di storia. Da Stalin a Roseevelt, da Churchill a Mussolini, fino a Sarkozy, Putin e Obama, in piccoli ritratti spesso con connotazione satirica: sono gli ideologi e i politici che hanno suggerito le concezioni dello sviluppo della società come una Atlantide dai piedi di argilla
Altre sale sono dedicate all'Oceano da cui Atlantide nasce e in cui muore, un Oceano quasi umanizzato e colto in ogni suo aspetto: dalla calma più piatta alla tempesta più violenta, dalla lunghe spiagge sabbiose al faro, dalla bassa marea rivelatrice dei misteri dei fondali all'alta marea violenta e impetuosa.
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