I film da vedere in primavera

L’Agenda dell’Arte - Al cinema

Lampadario centrale di sala e soffitto del Cinema Teatro Dante a Sansepolcro (Arezzo), di proprietà dell' Accademia dei Risorti, progettato dagli architetti Francesco Leoni e  Salvatore Guidi, inaugurato il 1º settembre 1836 | Foto: Ajmad217 (Own work), via Wikimedia Creative Commons
 

Francesca Grego

03/04/2025

L’alba dell’Impressionismo. Parigi 1874. Al cinema l’8 e il 9 aprile 
La rivoluzione impressionista nel racconto di una delle mostre più visitate nell’ultimo anno. È il 15 aprile del 1874 quando, nello studio parigino del fotografo Nadar, 24 pittori sfidano ogni idea di pittura fino ad allora conosciuta con 200 quadri lontani anni luce dalle convenzioni accademiche. Esattamente 150 anni dopo, nel 2024, il Musée d’Orsay ha celebrato la svolta che cambiò la storia riunendo 130 di quei dipinti in una spettacolare narrazione per immagini. Ma cosa portò a quella prima mostra rivoluzionaria? Chi erano gli artisti che brandivano il pennello in modo così radicale e provocatorio? Diretto da Ali Ray e prodotto da Phil Grabsky per Exhibition on the Screen, con la collaborazione del Musée d’Orsay e della National Gallery of Art di Washington, L’alba dell’Impressionismo porta sul grande schermo l’avventura dei pittori della luce, una storia di passione e ribellione raccontata non da storici e curatori, ma dalle parole di protagonisti e testimoni diretti: gli artisti, la stampa e i cittadini di Parigi. 

Arsa. Al cinema dal 24 aprile 
Secondo lungometraggio cinematografico per il duo di video artisti Masbedo (Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni), accolto con successo alla diciannovesima Festa del Cinema di Roma. Arsa è una ragazza indipendente, che si nutre sin da bambina della forza della sua immaginazione. La sua figura fragile e forte è in perfetta sintonia con la potenza naturale dell’isola in cui vive. Attraverso le lenti di un binocolo, Arsa (Gala Zohar Martinucci, 2004) guarda il mondo che scorre attorno a sé nella sua normalità. La ragazza ha perso il padre (Lino Musella, 1980), artista costretto dalle vicissitudini della realtà e da un cinico datore di lavoro (Tommaso Ragno, 1967) a creare statue “belle per finta”, piegandosi alle necessità del consumismo. Da lui, e dal conflitto interiore che in lui vive, Arsa assorbe la bellezza dei mostri e il potere delle favole. Ereditando il suo sguardo sul mondo, crea piccole sculture nel suo laboratorio-silos con i tanti reperti di archeoplastica che raccoglie sulla costa. Finché un giorno non sbarca sull’isola Andrea (Jacopo Olmo Antinori, 1997), e sconvolge il suo mondo.

Andy Warhol. American Dream. Al cinema il 6 e il 7 maggio
Pensate di sapere tutto su Andy Warhol? Forse no. Un nuovo docufilm promette rivelazioni inedite sul guru della Pop Art, dalle ispirazioni artistiche ai legami familiari e alla sua enigmatica personalità. Diretto da L’Ubomír Ján Slivka e prodotto da Attack Film con rtv, Andy Warhol. American Dream trasporta gli spettatori nel mondo del celebre artista contemporaneo attraverso interviste intime e materiali personali, alla scoperta delle sue origini slovacche così come dei folgoranti anni della Factory a New York. Con i fondamentali i contributi dei nipoti Donald Warhola, vicepresidente della Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, e James Warhola, illustratore e artista, il film getta nuova luce sulla figura di Warhol e sull’influenza con cui ha radicalmente segnato la cultura contemporanea. 

Il quadro rubato. Al cinema dall’8 maggio
Dal regista e sceneggiatore Pascal Bonitzer, la storia del dipinto I girasoli di Egon Schiele, perduto nel 1939 nel caos delle spoliazioni naziste e della caccia alla cosiddetta “arte degenerata”, e riapparso miracolosamente a Mulhouse, nella provincia francese, a casa di un giovane operaio. Banditore presso una rinomata casa d’aste, André riceve una misteriosa lettera che annuncia il ritrovamento. Inizialmente scettico, decide di recarsi sul posto: inizia così un’avventura che gli cambierà la vita. Passato e presente si intrecciano nel racconto di Bonitzer, che ci trasporta nel mondo delle case d’asta e del mercato internazionale delle opere, sollevando interrogativi sul valore dell’arte fino a toccare temi legati alla memoria collettiva, all’identità culturale e alle eredità della storia. Suspence e humour si alternano a momenti drammatici in un film che annovera tra gli interpreti Alex Lutz, Léa Drucker e Arcadi Radeff.