Paolo Spinoglio e le sue Sibille

Paolo Spinoglio e le sue Sibille, Museo di Casa Romei, Ferrara
Dal 22 Settembre 2022 al 30 Novembre 2022
Ferrara
Luogo: Museo di Casa Romei
Indirizzo: Via Savonarola 30
Orari: domenica - mercoledì 8.30-14; giovedì - sabato 14-19.30
Curatori: Ermanno Tedeschi
Telefono per informazioni: +39 0532 234130
E-Mail info: drm-ero.casaromei-fe@cultura.gov.it
Sarà inaugurata il 22 settembre alle ore 18:00 la mostra "Paolo Spinoglio e le sue Sibille" presso il Museo di Casa Romei a Ferrara.
"Le Sibille di Casa Romei, - spiega Andrea Sardo, direttore del Museo di Casa Romei, - rappresentano un suggestivo esempio di decorazione murale di un ambiente signorile della metà del Quattrocento. Giovanni Romei, probabilmente in un momento appena precedente al suo secondo matrimonio con la figlia dell’abate Meliaduse, Polissena d’Este, ha commissionato gli affreschi di una nuova sala del piano terra della sua dimora ad un abile artista del quale i documenti dell’epoca purtroppo non recano traccia".
La voglia di Giovanni di affermarsi come personaggio sempre più in vista all’interno della corte ferrarese viene confermata dalla scelta di un tema tanto aggiornato e di moda. Il soggetto scelto è infatti quello delle Sibille, traendo spunto dalle decorazioni, a Roma, del Palazzo del cardinale Giordano Orsini e ripreso, a Ferrara, nella Delizia di Belriguardo per la grande chamara delle Sibille, che la mano di Nicolò Panizzato aveva dipinto per Leonello d'Este nel 1447.
Le Sibille rappresentano la trasposizione cristiana delle profetesse pagane: un soggetto non allegrissimo, in verità, e apparentemente poco adatto a celebrare un matrimonio; forse proprio per questo a Casa Romei diventano delle giovani damigelle che indossano le vesti alla moda per l’aristocrazia del tempo.
"Non si tratta in realtà di affreschi, - prosegue Andrea Sardo, - ma di dipinti su intonaco su di una preparazione di calce e gesso: proprio questo strato preparatorio assai friabile, con il passare del tempo, ha reso la pellicola pittorica particolarmente delicata e vulnerabile. Dopo vari tentativi di restauro, nel 1950 i dipinti furono strappati e trasportati su pannelli e poi finalmente stabilizzati ed integrati nel 1996; la menomata leggibilità delle figurazioni ci offre un pretesto per richiamare un procedimento di semplificazione della figura femminile che segna la cifra stilistica dell’opera di Paolo Spinoglio".
All’interno del secondo cortile di Casa Romei, dal 2019 diventato il Giardino delle Sibille, dodici figure femminili si stagliano contro le spalliere di rose antiche: bianche (Alba Maxima) e rosse (Gallica Officinalis). Sono i tre gruppi di terracotta che Paolo Spinoglio, tra il 1994 ed il 2001, dedica al suo immaginario di donna: eleganti sagome che si fondono a gruppi, che dialogano, che sembrano scontrarsi ma che ci evocano le profetesse scelte nel Quattrocento per le pareti di Casa Romei.
"Se le figure dell’anonimo artista ingaggiato da Giovanni Romei portano il proprio vaticino all’interno di incredibili cartigli svolazzanti, quasi a voler gridare il proprio messaggio legato all’Avvento, - conclude il direttore, - le donne di Spinoglio all’interno del nuovo giardino sembrano bisbigliare tra loro una discreta confabulazione femminile".
La voglia di Giovanni di affermarsi come personaggio sempre più in vista all’interno della corte ferrarese viene confermata dalla scelta di un tema tanto aggiornato e di moda. Il soggetto scelto è infatti quello delle Sibille, traendo spunto dalle decorazioni, a Roma, del Palazzo del cardinale Giordano Orsini e ripreso, a Ferrara, nella Delizia di Belriguardo per la grande chamara delle Sibille, che la mano di Nicolò Panizzato aveva dipinto per Leonello d'Este nel 1447.
Le Sibille rappresentano la trasposizione cristiana delle profetesse pagane: un soggetto non allegrissimo, in verità, e apparentemente poco adatto a celebrare un matrimonio; forse proprio per questo a Casa Romei diventano delle giovani damigelle che indossano le vesti alla moda per l’aristocrazia del tempo.
"Non si tratta in realtà di affreschi, - prosegue Andrea Sardo, - ma di dipinti su intonaco su di una preparazione di calce e gesso: proprio questo strato preparatorio assai friabile, con il passare del tempo, ha reso la pellicola pittorica particolarmente delicata e vulnerabile. Dopo vari tentativi di restauro, nel 1950 i dipinti furono strappati e trasportati su pannelli e poi finalmente stabilizzati ed integrati nel 1996; la menomata leggibilità delle figurazioni ci offre un pretesto per richiamare un procedimento di semplificazione della figura femminile che segna la cifra stilistica dell’opera di Paolo Spinoglio".
All’interno del secondo cortile di Casa Romei, dal 2019 diventato il Giardino delle Sibille, dodici figure femminili si stagliano contro le spalliere di rose antiche: bianche (Alba Maxima) e rosse (Gallica Officinalis). Sono i tre gruppi di terracotta che Paolo Spinoglio, tra il 1994 ed il 2001, dedica al suo immaginario di donna: eleganti sagome che si fondono a gruppi, che dialogano, che sembrano scontrarsi ma che ci evocano le profetesse scelte nel Quattrocento per le pareti di Casa Romei.
"Se le figure dell’anonimo artista ingaggiato da Giovanni Romei portano il proprio vaticino all’interno di incredibili cartigli svolazzanti, quasi a voler gridare il proprio messaggio legato all’Avvento, - conclude il direttore, - le donne di Spinoglio all’interno del nuovo giardino sembrano bisbigliare tra loro una discreta confabulazione femminile".
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