Resurrectio/fragments - tracce dell’immemorabile

© Galleria Sabrina Raffaghello (Amsterdam, Milano) | Ivan Piano, The Metaphysics Possibility Of Black Celebration, 2015, stampa ai sali d'argento 30x40 cm (ed. 3)
Dal 31 Ottobre 2015 al 30 Novembre 2015
Caserta
Luogo: Unusual Art Gallery
Indirizzo: via Maielli 45
Orari: tutti i giorni 17-20
Curatori: ARTLANTE - studi e iniziative per l’arte contemporanea, Di.St.Urb. distretto di studi e relazioni urbane
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 366 3865889
E-Mail info: suelidemico@gmail.com
Negli spazi della Unusual Art Gallery di Caserta, con inaugurazione il 31 ottobre alle ore 18, 14 artisti espongono in RESURRECTIO/fragments - tracce dell’immemorabile, una mostra che si articola come una istallazione di risonanze tra linguaggi dell’eccedenza memoriale dell’arte. Le pluralità delle esperienze espressive si incrociano in una relazione di alterità, dove il differente è il riflesso dell’opera critica del linguaggio. Il linguaggio si snoda fino alla “devianza” di una “memoria dimenticata”. Nello sprofondamento dell’abisso “concettuale” affiora risorgendo nelle manifestazioni ri-velatrici e segrete del tempo esposto nei dispositivi spazio-immaginali dell’arte.
Nata da un “Laboratorio di esposizione dell’arte” svolto nel 2014 tra i percorsi di superficie e sotterranei dell’Abbazia di San Pietro a Ruoti in Bucine (Arezzo), “RESURRECTIO - tracce dell’immemorabile”, nella esposizione di Caserta si compone attraverso le opere degli artisti Giovanni Alfano, Francesca Capasso, Franco Cipriano, Antonio Davide, Oppy De Bernardo, Adelaide Di Nunzio, Salvatore Manzi, MaraM, Pier Paolo Patti, Ivan Piano, Saffronkeira, Luisa Terminiello, Salvatore Vitagliano, Ciro Vitale.
Ideato e curato da ARTLANTE studi e iniziative per l’arte contemporanea e da Di.St.Urb. distretto di studi e relazioni urbane, l’evento è un allestimento performativo, dove il tempo di costruzione è tempo di epifanie di senso, di relazionalità ambientale e poietica delle opere.
Un itinerario di rivelazioni, tra apparizioni e risonanze - nella circolarità d’immagini, forme, gesti, suoni, scritture, voci e materie - compone un palinsesto di accadimenti nei quali si rappresenta come spazialità del pensiero la trama “polifonica” del gesto artistico; al contempo si attraversa l'ordito invisibile, segreto, delle ombre e degli echi che ne attraversano il senso. Come “stazioni” o “capitoli” avviene una “opera comune” di singolarità che si annodano in un tessuto di mutamenti e analogie, contrasti ed evocazioni, nell’estrema memoria dell’arte dove il linguaggio può intercettare le tonalità dell’immemorabile.
Nata da un “Laboratorio di esposizione dell’arte” svolto nel 2014 tra i percorsi di superficie e sotterranei dell’Abbazia di San Pietro a Ruoti in Bucine (Arezzo), “RESURRECTIO - tracce dell’immemorabile”, nella esposizione di Caserta si compone attraverso le opere degli artisti Giovanni Alfano, Francesca Capasso, Franco Cipriano, Antonio Davide, Oppy De Bernardo, Adelaide Di Nunzio, Salvatore Manzi, MaraM, Pier Paolo Patti, Ivan Piano, Saffronkeira, Luisa Terminiello, Salvatore Vitagliano, Ciro Vitale.
Ideato e curato da ARTLANTE studi e iniziative per l’arte contemporanea e da Di.St.Urb. distretto di studi e relazioni urbane, l’evento è un allestimento performativo, dove il tempo di costruzione è tempo di epifanie di senso, di relazionalità ambientale e poietica delle opere.
Un itinerario di rivelazioni, tra apparizioni e risonanze - nella circolarità d’immagini, forme, gesti, suoni, scritture, voci e materie - compone un palinsesto di accadimenti nei quali si rappresenta come spazialità del pensiero la trama “polifonica” del gesto artistico; al contempo si attraversa l'ordito invisibile, segreto, delle ombre e degli echi che ne attraversano il senso. Come “stazioni” o “capitoli” avviene una “opera comune” di singolarità che si annodano in un tessuto di mutamenti e analogie, contrasti ed evocazioni, nell’estrema memoria dell’arte dove il linguaggio può intercettare le tonalità dell’immemorabile.
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