Olga Danelone. Inventari e Invenzioni

Olga Danelone. Inventari e Invenzioni, Palazzo Ferrajoli, Roma
Dal 23 Ottobre 2013 al 30 Ottobre 2013
Roma
Luogo: Palazzo Ferrajoli
Indirizzo: piazza Colonna 355
Orari: da lunedì a venerdì 9-13/ 15-18
Telefono per informazioni: +39 06 69200497/ 348 7902941
E-Mail info: info@danelone.it
Sito ufficiale: http://www.palazzoferrajoli.it
La pittrice multimediale Olga Danelone espone a Roma, a Palazzo Ferrajoli. Una personale dal titolo “Inventari e Invenzioni”, con testi di Claudio Cerritelli e Gerardo Pedicini. Il soggetto di questo evento pone l’accento sugli stili e gli oggetti rivolti soprattutto al bambino e divulgati dalle riviste, dal linguaggio quotidiano dei media, dalla moda e dalla pubblicità.
In esposizione una scelta di opere degli ultimi tre anni. Sono oltre una ventina, di varie misure, eseguite a tecnica mista su cartoncino dove l’uso dello scanner, le elaborazioni digitali e gli interventi manuali si intersecano.
I profili di indumenti ed oggetti dell’infanzia, numerati e catalogati, fluttuano nelle polveri colorate mentre segni e cancellature lasciano solchi ed abrasioni. Le opere della Danelone catturano il pensiero contemporaneo ed estendono il loro perimetro ad un’etica soggettiva ed attuale.
La ricerca di Olga Danelone sposta continuamente il suo raggio d’azione. Accresce in tal senso l’esplorazione dei confini che le immagini designano, per indicare la necessaria compresenza di valori estetici e scientifici, analitici e immaginativi. La sua visione dell’arte è in sintonia con i movimenti della realtà contemporanea, con le inquietudini dell’esistenza,
con le esperienze mutevoli della percezione sensoriale che fluiscono senza restrizioni seguendo il vento delle idee.
E’ dunque aperta al flusso vivente delle cose, alle vibrazioni cosmiche che avvolgono anche i segni più inerti e codificati in un respiro avvolgente,il quale non dà tregua all’artista che riflette sui propri fondamenti conoscitivi.
Nella recente serie degli “inventari bimbi” la pittura dialoga con le immagini offerte dai media, con le icone pubblicitarie e commerciali del marketing, l’artista impagina, sul velo del colore, le forme dei vestiari
dell’infanzia e i segni simbolici di omologazione specifici dell’universo merceologico. Si tratta di identikit compositivi fatti di oggetti e indumenti, mappe fantasmatiche sospese sulla soglia tra iconografia consumistica e immaginazione planetaria.
In questa procedura inventariale Danelone non rinuncia all’afflato delle polveri colorate e neppure alla stratificazione segnica di grafite e abrasioni, modalità che già si intrecciavano nelle opere del passato, raggiungendo
esiti di sottile sensibilità espressiva. Tale orientamento si
avverte soprattutto nel contrasto tra la sensazione cromatica della luce e la precisione delle silhouette pubblicitarie, come impronte circondate da inserzioni scritturali e numeriche. Tutto fa pensare che quest'apertura, verso ipotesi verbo-visuali e verso morfologie pubblicitarie, non sia altro che una fase in cui la pittura si guarda dal di fuori, mettendo nuovamente in gioco la possibilità di dilatare il suo perimetro. Indubbiamente Olga Danelone è interessata al movimento fluttuante delle insorgenze improvvise più che alla ripetizione differente delle medesime regole linguistiche.
Claudio Cerritelli, Milano 2013
In esposizione una scelta di opere degli ultimi tre anni. Sono oltre una ventina, di varie misure, eseguite a tecnica mista su cartoncino dove l’uso dello scanner, le elaborazioni digitali e gli interventi manuali si intersecano.
I profili di indumenti ed oggetti dell’infanzia, numerati e catalogati, fluttuano nelle polveri colorate mentre segni e cancellature lasciano solchi ed abrasioni. Le opere della Danelone catturano il pensiero contemporaneo ed estendono il loro perimetro ad un’etica soggettiva ed attuale.
La ricerca di Olga Danelone sposta continuamente il suo raggio d’azione. Accresce in tal senso l’esplorazione dei confini che le immagini designano, per indicare la necessaria compresenza di valori estetici e scientifici, analitici e immaginativi. La sua visione dell’arte è in sintonia con i movimenti della realtà contemporanea, con le inquietudini dell’esistenza,
con le esperienze mutevoli della percezione sensoriale che fluiscono senza restrizioni seguendo il vento delle idee.
E’ dunque aperta al flusso vivente delle cose, alle vibrazioni cosmiche che avvolgono anche i segni più inerti e codificati in un respiro avvolgente,il quale non dà tregua all’artista che riflette sui propri fondamenti conoscitivi.
Nella recente serie degli “inventari bimbi” la pittura dialoga con le immagini offerte dai media, con le icone pubblicitarie e commerciali del marketing, l’artista impagina, sul velo del colore, le forme dei vestiari
dell’infanzia e i segni simbolici di omologazione specifici dell’universo merceologico. Si tratta di identikit compositivi fatti di oggetti e indumenti, mappe fantasmatiche sospese sulla soglia tra iconografia consumistica e immaginazione planetaria.
In questa procedura inventariale Danelone non rinuncia all’afflato delle polveri colorate e neppure alla stratificazione segnica di grafite e abrasioni, modalità che già si intrecciavano nelle opere del passato, raggiungendo
esiti di sottile sensibilità espressiva. Tale orientamento si
avverte soprattutto nel contrasto tra la sensazione cromatica della luce e la precisione delle silhouette pubblicitarie, come impronte circondate da inserzioni scritturali e numeriche. Tutto fa pensare che quest'apertura, verso ipotesi verbo-visuali e verso morfologie pubblicitarie, non sia altro che una fase in cui la pittura si guarda dal di fuori, mettendo nuovamente in gioco la possibilità di dilatare il suo perimetro. Indubbiamente Olga Danelone è interessata al movimento fluttuante delle insorgenze improvvise più che alla ripetizione differente delle medesime regole linguistiche.
Claudio Cerritelli, Milano 2013
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