Carlo Saraceni

Carlo Saraceni, Museo Nazionale di Palazzo Venezia, Roma
Dal 30 Ottobre 2012 al 03 Marzo 2013
Roma
Luogo: Museo Nazionale di Palazzo Venezia
Indirizzo: via del Plebiscito 118
Orari: da martedì a domenica 10-19
Curatori: Rossella Vodret, Maria Giulia Aurigemma
Costo del biglietto: intero euro 7, ridotto euro 5
Telefono per informazioni: +39 06 699941/ 06 6780131
E-Mail info: museopalazzovenezia@tiscalinet.it
Sito ufficiale: http://www.galleriaborghese.it
Il 30 ottobre nella Sala Altoviti del Museo Nazionale del Palazzo di Venezia la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma, diretta da Rossella Vodret, inaugurerà una mostra dedicata a Carlo Saraceni (Venezia, 1579 ca. – 1620) L’esposizione, frutto di anni di lavoro, sarà curata da Rossella Vodret e da Maria Giulia Aurigemma con il supporto di un comitato scientifico internazionale, costituito da studiosi dei principali musei e istituzioni mondiali, presieduto da Maurizio Calvesi.
Le opere, (circa 70) alcune delle quali restaurate e rese più visibili nei loro caratteri stilistici in occasione della mostra, provengono da chiese, musei e varie collezioni. Alcune di queste verranno viste per la prima volta, soprattutto quelle provenienti dalla collezioni straniere, ed inoltre verrà favorita l'opportunità di riesaminare le opere da vicino, ammirare il riemergere delle puliture in tutto il loro splendore cromatico, ed offrire nuove opportunità di lettura dei vari aspetti dell'opera.
Si tratta della prima esposizione monografica sul pittore veneziano, giunto a Roma attorno al 1598 – 1600 ca. e attivo nella città pontificia e nel Lazio, per poi rientrare a Venezia dove morirà a meno di quaranta anni in casa Contarini degli Scrigni nel 1620.
La vasta produzione artistica del pittore, dalle grandi pale ai piccoli raffinati rami, si lega ai nomi dei principali committenti religiosi ed aristocratici del suo tempo, nonché ad importanti episodi artistici, ad esempio la decorazione ad affresco della Sala Regia al Quirinale, offrendo uno spaccato della cultura figurativa primosecentesca, in particolar modo romana. La mostra intende mettere a fuoco sia l’evoluzione stilistica del pittore, dal naturalismo nordico dei primi paesaggi al caravaggismo degli anni romani, sia il vivace contesto in cui operò, indagando alcuni notevoli aspetti della sua attività.
Una sezione sarà dedicata proprio alla diffusione del suo linguaggio attraverso la scuola, tra cui spicca il lorenese Le Clerc, che inciderà insieme a Thomassin le sue opere contribuendo alla fama di Saraceni, alimentata altresì dalla circolazione delle sempre più numerose copie di alta qualità.
Saranno anche presenti alcune opere del misterioso “Pensionante del Saraceni”, figura tanto enigmatica quanto qualitativamente alta. Verranno trattati i documentati rapporti internazionali (Spagna, Baviera, Lorena, Fiandre) che rendono l’opera del veneziano ancor più interessante nel panorama artistico internazionale.
Con questa esposizione di taglio monografico e strettamente legata a “Roma al tempo di Caravaggio”la Soprintendenza continua, quindi, un percorso dedicato agli artisti caravaggeschi che all’inizio del Seicento proseguirono l’opera di rinnovamento della pittura e dell’iconografia sacra e profana iniziata dal Merisi.
Le opere, (circa 70) alcune delle quali restaurate e rese più visibili nei loro caratteri stilistici in occasione della mostra, provengono da chiese, musei e varie collezioni. Alcune di queste verranno viste per la prima volta, soprattutto quelle provenienti dalla collezioni straniere, ed inoltre verrà favorita l'opportunità di riesaminare le opere da vicino, ammirare il riemergere delle puliture in tutto il loro splendore cromatico, ed offrire nuove opportunità di lettura dei vari aspetti dell'opera.
Si tratta della prima esposizione monografica sul pittore veneziano, giunto a Roma attorno al 1598 – 1600 ca. e attivo nella città pontificia e nel Lazio, per poi rientrare a Venezia dove morirà a meno di quaranta anni in casa Contarini degli Scrigni nel 1620.
La vasta produzione artistica del pittore, dalle grandi pale ai piccoli raffinati rami, si lega ai nomi dei principali committenti religiosi ed aristocratici del suo tempo, nonché ad importanti episodi artistici, ad esempio la decorazione ad affresco della Sala Regia al Quirinale, offrendo uno spaccato della cultura figurativa primosecentesca, in particolar modo romana. La mostra intende mettere a fuoco sia l’evoluzione stilistica del pittore, dal naturalismo nordico dei primi paesaggi al caravaggismo degli anni romani, sia il vivace contesto in cui operò, indagando alcuni notevoli aspetti della sua attività.
Una sezione sarà dedicata proprio alla diffusione del suo linguaggio attraverso la scuola, tra cui spicca il lorenese Le Clerc, che inciderà insieme a Thomassin le sue opere contribuendo alla fama di Saraceni, alimentata altresì dalla circolazione delle sempre più numerose copie di alta qualità.
Saranno anche presenti alcune opere del misterioso “Pensionante del Saraceni”, figura tanto enigmatica quanto qualitativamente alta. Verranno trattati i documentati rapporti internazionali (Spagna, Baviera, Lorena, Fiandre) che rendono l’opera del veneziano ancor più interessante nel panorama artistico internazionale.
Con questa esposizione di taglio monografico e strettamente legata a “Roma al tempo di Caravaggio”la Soprintendenza continua, quindi, un percorso dedicato agli artisti caravaggeschi che all’inizio del Seicento proseguirono l’opera di rinnovamento della pittura e dell’iconografia sacra e profana iniziata dal Merisi.
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