Trame Longobarde. Tra Architettura e Tessuti
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Trame Longobarde. Tra Architettura e Tessuti, Palazzo Casagrande, Campello sul Clitunno (PG)
Dal 10 Ottobre 2021 al 06 Marzo 2022
Campello sul Clitunno | Perugia
Luogo: Palazzo Casagrande
Indirizzo: Via Nicola Landi 4
Orari: Martedì 10-13; Mercoledì e Giovedì 15-18
Curatori: Associazione Italia Langobardorum
E-Mail info: ufficio.comunicazione@comune.campello.pg.it
Sito ufficiale: http://www.longobardinitalia.it
Continuano le celebrazioni per il decennale del sito seriale “I Longobardi in Italia” come Patrimonio Mondiale UNESCO, con la mostra itinerante “Trame Longobarde. Tra Architettura e Tessuti” visitabile a Palazzo Casagrande di Campello sul Clitunno (PG), dopo le numerose tappe a Spoleto (Pg), Monte Sant’Angelo (Fg), Brescia, Cividale del Friuli (Ud), Napoli e Campobasso.
Partendo da un lavoro che ha intrecciato insieme dati scientifici e ricostruzioni plausibili, la mostra-dossier intende proporre un’accurata lettura delle tecniche antiche di tessitura attraverso la ricostruzione di tessuti, abiti e telai verosimilmente in uso tra VI e VIII secolo d.C.
La ricostruzione dei tessuti e degli abiti, in particolare, rappresentano il filo conduttore che ci porta a conoscere più da vicino il popolo Longobardo partendo da quelli che erano gli oggetti e i manufatti che sono parte integrante della vita quotidiana. Tutti gli abiti sono stati realizzati per una metà con tessuti fatti rigorosamente a mano su telai orizzontali a licci riproducendo esattamente il numero dei fili di ordito e trama presenti al cm, nonché lo spessore degli stessi fili e le torsioni. Considerando che verosimilmente tali tessuti venivano realizzati da donne in ambito domestico sono state ipotizzate delle altezze del tessuto abbastanza ridotte e compatibili con telai verticali, a pesi o a doppio subbio, utilizzati nel periodo di riferimento.
L’altra metà degli abiti è stata realizzata impiegando una tela di cotone industriale proprio per sottolineare che il modello dell’abito riproposto è il frutto di contaminazioni scientifiche e di elaborazioni dei curatori.
La tessitura, i costumi, gli accessori e le armi sono stati prodotti dai detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto, sez. dell’IIS Sansi-Leonardi-Volta di Spoleto.
L’esposizione è curata dall’Associazione Italia Langobardorum - struttura di gestione del sito UNESCO seriale, che è stata costituita nel 2009 con lo scopo di progettare, coordinare e monitorare le azioni di rete relative alla valorizzazione, promozione e sensibilizzazione del sito UNESCO.
Il Sito seriale "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)", iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale il 25 giugno 2011, include i comuni di: Cividale del Friuli (UD), Brescia, Castelseprio-Torba (VA), Campello sul Clitunno (PG), Spoleto (PG), Benevento e Monte Sant’Angelo (FG); e comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti sul territorio italiano, dal nord al sud della Penisola, laddove si estendevano i domini dei Ducati Longobardi. I beni compresi nel Sito, selezionati ognuno per la propria tipologia, rappresentano i modelli più significativi o meglio conservati, tra le testimonianze diffuse sul territorio nazionale e rispecchiano l’universalità della cultura longobarda nel momento del suo apice.
Partendo da un lavoro che ha intrecciato insieme dati scientifici e ricostruzioni plausibili, la mostra-dossier intende proporre un’accurata lettura delle tecniche antiche di tessitura attraverso la ricostruzione di tessuti, abiti e telai verosimilmente in uso tra VI e VIII secolo d.C.
La ricostruzione dei tessuti e degli abiti, in particolare, rappresentano il filo conduttore che ci porta a conoscere più da vicino il popolo Longobardo partendo da quelli che erano gli oggetti e i manufatti che sono parte integrante della vita quotidiana. Tutti gli abiti sono stati realizzati per una metà con tessuti fatti rigorosamente a mano su telai orizzontali a licci riproducendo esattamente il numero dei fili di ordito e trama presenti al cm, nonché lo spessore degli stessi fili e le torsioni. Considerando che verosimilmente tali tessuti venivano realizzati da donne in ambito domestico sono state ipotizzate delle altezze del tessuto abbastanza ridotte e compatibili con telai verticali, a pesi o a doppio subbio, utilizzati nel periodo di riferimento.
L’altra metà degli abiti è stata realizzata impiegando una tela di cotone industriale proprio per sottolineare che il modello dell’abito riproposto è il frutto di contaminazioni scientifiche e di elaborazioni dei curatori.
La tessitura, i costumi, gli accessori e le armi sono stati prodotti dai detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto, sez. dell’IIS Sansi-Leonardi-Volta di Spoleto.
L’esposizione è curata dall’Associazione Italia Langobardorum - struttura di gestione del sito UNESCO seriale, che è stata costituita nel 2009 con lo scopo di progettare, coordinare e monitorare le azioni di rete relative alla valorizzazione, promozione e sensibilizzazione del sito UNESCO.
Il Sito seriale "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)", iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale il 25 giugno 2011, include i comuni di: Cividale del Friuli (UD), Brescia, Castelseprio-Torba (VA), Campello sul Clitunno (PG), Spoleto (PG), Benevento e Monte Sant’Angelo (FG); e comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti sul territorio italiano, dal nord al sud della Penisola, laddove si estendevano i domini dei Ducati Longobardi. I beni compresi nel Sito, selezionati ognuno per la propria tipologia, rappresentano i modelli più significativi o meglio conservati, tra le testimonianze diffuse sul territorio nazionale e rispecchiano l’universalità della cultura longobarda nel momento del suo apice.
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