Antonio Biasiucci. Codex
Dal 19 Maggio 2016 al 18 Luglio 2016
Napoli
Luogo: MANN - Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Indirizzo: piazza Museo Nazionale 19
Orari: 9-19; chiuso martedì
Curatori: Gianluca Riccio
Enti promotori:
- Fondazione Banco di Napoli
- MiBACT
- MANN - Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Sito ufficiale: http://cir.campania.beniculturali.it
Mercoledì 18 maggio, alle ore 11.30, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, si terrà la conferenza stampa di presentazione della mostra Codex del fotografo casertano Antonio Biasiucci, che sarà poi inaugurata giovedì 19 maggio, alle ore 19, sempre al MANN.
La mostra, curata da Gianluca Riccio e promossa dalla Fondazione Banco di Napoli all’interno del progetto culturale il Cartastorie, presenta il lavoro nato dallo sguardo dell’artista sull’Archivio Storico del Banco di Napoli, il più grande archivio storico bancario del mondo che, in 330 stanze, raccoglie un’immensa città di carte, sessantamila faldoni e libri contabili custodi di 17 milioni di voci che raccontano le storie degli antichi banchi, svelando insoliti aspetti di economia quotidiana e centinaia di migliaia di vicende di personaggi celebri o ignoti: un affresco vivo di Napoli e di tutto il Mezzogiorno, dalla metà del 1500 ad oggi. Un tesoro di memorie catturato nelle fotografie di Biasiucci, che saranno esposte al Museo Archeologico (dal 20 maggio al 18 luglio). Alla mostra sarà inoltre affiancata l’installazione Moltitudini, allestita nella sede dell’Archivio a Palazzo Ricca (via dei Tribunali, 213).
Alla conferenza stampa di presentazione di Codex parteciperanno, oltre ad Antonio Biasiucci e Gianluca Riccio, il presidente della Fondazione Banco di Napoli, Daniele Marrama, e il direttore del Museo Archeologico Nazionale, Paolo Giulierini.
Codex presenta al pubblico un’ampia selezione delle immagini realizzate da Biasiucci nel corso della sua permanenza negli spazi dell’Archivio tra l’estate e l’autunno del 2015. Si tratta di un ciclo di fotografie in bianco e nero di grandi dimensioni (110x137) in cui il fotografo casertano, concentrandosi sui voluminosi faldoni conservati nell’Archivio, giunge a trasfigurarne la nuda oggettività documentale e a svelarne l’intrinseca forza evocatrice e narrativa. Le immagini dei grandi faldoni, attraverso il processo di riscrittura visiva, assumono la forma mutevole di tasselli di un inedito skyline urbano, restituendo allo spettatore il profilo di un’antica quanto ideale città della memoria, costruita e sorretta dalla stratificazione delle storie e delle identità che lungo i secoli l’hanno animata e attraversata.
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