Premio Pino Pascali. XVI edizione. Mat Collishaw
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Premio Pino Pascali. XVI edizione. Mat Collishaw
Dal 06 Luglio 2013 al 15 Settembre 2013
Polignano a Mare | Bari
Luogo: Fondazione Museo Pino Pascali
Indirizzo: via Parco del Lauro 119
Orari: da martedì a domenica 11-13/ 17-21 e su appuntamento
Telefono per informazioni: +39 080 4249534/ 333 2091920
E-Mail info: segreteria@museopinopascali.it
Sito ufficiale: http://www.museopinopascali.it
La XVI edizione del Premio Pino Pascali assegnato all’artista inglese Mat Collishaw, si inaugura a Polignano a Mare (Bari) venerdì 5 Luglio 2013 alle ore 19.00.
La commissione composta da Rosalba Branà, direttrice della Fondazione Museo Pino Pascali e da due giovani critici, Lorenzo Madaro, giornalista e curatore indipendente e Antonello Tolve, teorico e critico d’arte, ha così motivato la scelta:
“È sfaccettato l’immaginario visivo di Mat Collishaw: il suo sguardo indaga la storia dell’arte e scruta la realtà mettendola in scena con un’enfasi che spesso ha temperature drammatiche e allegoriche. Il fulcro attorno a cui ruota la sua ricerca è sostanzialmente l’interesse per la citazione, che si risolve in un viaggio nei territori della cultura visiva del nostro tempo, rivelando temi universali e imperituri, come la bellezza, la violenza e la morte”
Raffinato intellettuale, Collishaw concentra la sua poetica sulle infinite possibilità percettive dell’immagine, utilizzando vari medium quali la fotografia, la scultura, il video e le installazioni ambientali. Esponente della Young British Artists, Mat Collishaw introduce lo spettatore all’interno di uno scenario visivo multipercettivo e sensoriale nel quale convivono la vita e la morte, la caducità e la vanitas intesa come riflessione dell’artista sull’effimera condizione dell’esistenza.
Presso la Fondazione Museo Pino Pascali saranno esposte circa venti opere che ripercorrono la produzione più significativa di Mat Collishaw, dal 1998 al 2012, comprendenti fotografie, video, opere in 3D e una grande installazione ambientale appositamente realizzata per l’occasione che cambierà la percezione dello spazio nel salone centrale rendendolo sacrale e mistico.
La maestosa e virtuale proiezione dell’opera l’Isola dei Morti di Böcklin tende a instaurare un rapporto misterioso e romantico con l’ Isola dell’Eremita visibile al di là della vetrata del Museo.
Le due isole, la prima virtuale, l’altra reale, nella doppia visione e interpretazione dell’artista, diventano il simbolo di un approdo senza tempo e senza confini. Nella video-installazione di Collishaw la luce passa dal crepuscolo all’alba e mai come in questo caso la natura e l’artificio si confrontano e dialogano tra loro.
E ancora il tempo e la luce sono protagonisti dell’altra conturbante video-installazione ‘The end of Innocence’ dedicata al celebre ritratto di Papa Innocenzo X di Velasquez e reinterpretato successivamente da Francis Bacon. Un’operazione complessa di metalinguaggio tendente a mettere in luce la forza del potere velata dall’angoscia.
In mostra altre opere fotografiche dedicate alla vanitas e altre tridimensionali come ‘The idolator”, dedicato a J.B.Chardin.
Mat Collishaw nato nel 1966 a Nottingham, Inghilterra. Vive e lavora a Londra.
Negli ultimi dieci anni, il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre personali in tutto il mondo, tra cui: Cohen Gallery, New York (1992); XLV Biennale di Venezia, Italia (1993); Camden Arts Centre, Londra (1996); Duty Free Spirits, Lisson Gallery, Londra (1997); Galleria d'Arte Moderna, Bologna, Italia (1999), Museo di Arte Contemporanea di Varsavia (2000), Mat Collishaw, Art & Public, Ginevra (2004), Shooting Stars, Haunch of Venison, Londra (2008); Hysteria, Freud Museum di Londra (2009), e Retrospectre, BFI Southbank, Londra (2010). Dal 2010 al 2011 espone Magic Lantern, un monumentale lavoro 3D dal diametro di dieci metri che raffigurava delle falene danzanti attorno ad una fiamma, commissionato dal Victoria & Albert Museum, di Londra; Dilston Grove Gallery, Londra (2012); Château des Adhémar, Centre d’Art Contemporaein, Montélimar, Francia e Afterimage, Arter space for Art, Istanbul, Turchia (2013).
Nelle numerose mostre collettive si segnalano: Institute for Cultural Anxiety, ICA, Londra (1994); qui e ora, Serpentine Gallery, Londra e Brilliant! New Art Da Londra, Walker Art Center, Minneapolis (1995); Sensation, Royal Academy of Art, Londra (1996); The Edge of Awareness, PSI, New York (1998); Vita / live, Musée d'Art Moderne de la Ville, Parigi e il Museo di Brooklyn, New York (1998), New Blood, Saatchi Gallery, Londra (2004); In the Darkest Hours There May Be Light, Serpentine Gallery, Londra (2006); e Mythologies, Haunch of Venison, Londra (2009); About Caravaggio, Museo Tuscolano – Scuderie Aldobrandini, Frascati (2012); The nature of the beast, The New Art Gallery, Walsall, UK (2013).
La mostra è stata realizzata in collaborazione con Galleria Raucci / Santamaria, Napoli
La commissione composta da Rosalba Branà, direttrice della Fondazione Museo Pino Pascali e da due giovani critici, Lorenzo Madaro, giornalista e curatore indipendente e Antonello Tolve, teorico e critico d’arte, ha così motivato la scelta:
“È sfaccettato l’immaginario visivo di Mat Collishaw: il suo sguardo indaga la storia dell’arte e scruta la realtà mettendola in scena con un’enfasi che spesso ha temperature drammatiche e allegoriche. Il fulcro attorno a cui ruota la sua ricerca è sostanzialmente l’interesse per la citazione, che si risolve in un viaggio nei territori della cultura visiva del nostro tempo, rivelando temi universali e imperituri, come la bellezza, la violenza e la morte”
Raffinato intellettuale, Collishaw concentra la sua poetica sulle infinite possibilità percettive dell’immagine, utilizzando vari medium quali la fotografia, la scultura, il video e le installazioni ambientali. Esponente della Young British Artists, Mat Collishaw introduce lo spettatore all’interno di uno scenario visivo multipercettivo e sensoriale nel quale convivono la vita e la morte, la caducità e la vanitas intesa come riflessione dell’artista sull’effimera condizione dell’esistenza.
Presso la Fondazione Museo Pino Pascali saranno esposte circa venti opere che ripercorrono la produzione più significativa di Mat Collishaw, dal 1998 al 2012, comprendenti fotografie, video, opere in 3D e una grande installazione ambientale appositamente realizzata per l’occasione che cambierà la percezione dello spazio nel salone centrale rendendolo sacrale e mistico.
La maestosa e virtuale proiezione dell’opera l’Isola dei Morti di Böcklin tende a instaurare un rapporto misterioso e romantico con l’ Isola dell’Eremita visibile al di là della vetrata del Museo.
Le due isole, la prima virtuale, l’altra reale, nella doppia visione e interpretazione dell’artista, diventano il simbolo di un approdo senza tempo e senza confini. Nella video-installazione di Collishaw la luce passa dal crepuscolo all’alba e mai come in questo caso la natura e l’artificio si confrontano e dialogano tra loro.
E ancora il tempo e la luce sono protagonisti dell’altra conturbante video-installazione ‘The end of Innocence’ dedicata al celebre ritratto di Papa Innocenzo X di Velasquez e reinterpretato successivamente da Francis Bacon. Un’operazione complessa di metalinguaggio tendente a mettere in luce la forza del potere velata dall’angoscia.
In mostra altre opere fotografiche dedicate alla vanitas e altre tridimensionali come ‘The idolator”, dedicato a J.B.Chardin.
Mat Collishaw nato nel 1966 a Nottingham, Inghilterra. Vive e lavora a Londra.
Negli ultimi dieci anni, il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre personali in tutto il mondo, tra cui: Cohen Gallery, New York (1992); XLV Biennale di Venezia, Italia (1993); Camden Arts Centre, Londra (1996); Duty Free Spirits, Lisson Gallery, Londra (1997); Galleria d'Arte Moderna, Bologna, Italia (1999), Museo di Arte Contemporanea di Varsavia (2000), Mat Collishaw, Art & Public, Ginevra (2004), Shooting Stars, Haunch of Venison, Londra (2008); Hysteria, Freud Museum di Londra (2009), e Retrospectre, BFI Southbank, Londra (2010). Dal 2010 al 2011 espone Magic Lantern, un monumentale lavoro 3D dal diametro di dieci metri che raffigurava delle falene danzanti attorno ad una fiamma, commissionato dal Victoria & Albert Museum, di Londra; Dilston Grove Gallery, Londra (2012); Château des Adhémar, Centre d’Art Contemporaein, Montélimar, Francia e Afterimage, Arter space for Art, Istanbul, Turchia (2013).
Nelle numerose mostre collettive si segnalano: Institute for Cultural Anxiety, ICA, Londra (1994); qui e ora, Serpentine Gallery, Londra e Brilliant! New Art Da Londra, Walker Art Center, Minneapolis (1995); Sensation, Royal Academy of Art, Londra (1996); The Edge of Awareness, PSI, New York (1998); Vita / live, Musée d'Art Moderne de la Ville, Parigi e il Museo di Brooklyn, New York (1998), New Blood, Saatchi Gallery, Londra (2004); In the Darkest Hours There May Be Light, Serpentine Gallery, Londra (2006); e Mythologies, Haunch of Venison, Londra (2009); About Caravaggio, Museo Tuscolano – Scuderie Aldobrandini, Frascati (2012); The nature of the beast, The New Art Gallery, Walsall, UK (2013).
La mostra è stata realizzata in collaborazione con Galleria Raucci / Santamaria, Napoli
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