Vincenzo Accame. La pratica del segno

© Vincenzo Accame
Dal 04 Febbraio 2017 al 18 Febbraio 2017
Genova
Luogo: Satura art gallery
Indirizzo: piazza Stella 5/1
Orari: da martedì a sabato ore 15 - 19
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 010 2468284
E-Mail info: info@satura.it
Sito ufficiale: http://www.satura.it
“La scrittura costituisce il ‘luogo della convergenza’ dei diversi tipi di espressione e comunicazione estetica. E aggiungiamo che la scrittura ci sembra anche in grado di mediare la necessaria interazione tra i vari segni che intervengono nella creazione dell’opera”.
Così Vincenzo Accame chiarisce le ragioni del suo impegno nell’ambito della poesia visuale e del gruppo della “Nuova scrittura”, di cui nel 1975 firma il manifesto con Carrega, D’Ottavi, Vincenzo Ferrari, Liliana Landi, Mignani, Anna e Martino Oberto.
Dopo aver esordito nel 1961 sulle pagine del Verri, la rivista principe di quella che diverrà la neoavanguardia italiana, diretta da Luciano Anceschi, con pagine in cui, sulla scia della lezione di Mallarmé si sforzava di “rompere la linearità della poesia verbale, agendo soprattutto sugli spazi”, entra in relazione con gli Oberto, fondatori della rivista Ana eccetera e con Ugo Carrega che con Tool, quaderni di scrittura simbiotica attorno alla metà degli anni ’60, proponeva una visione estesa della poesia, capace di integrare oltre agli aspetti verbali (fonetico e proposizionale), l’elemento grafico (lettering, segni e forme).
Il suo lavoro - condotto in parallelo con l’attività di studioso e traduttore delle avanguardie storiche e recenti, dal Surrealismo al Lettrismo – costituisce una sintesi originale e inesauribilmente inventiva di questa poesia totale.
“Ho sempre molto ammirato l’opera di Vincenzo Accame” – ha osservato Enrico Baj, compagno di scorribande nei territori patafisici di Alfred Jarry –“In quel suo scrivere, quasi per blocchi o campiture distinte, compatte o poi esplose e sparpagliate, complicate, arzigogolate e mantrugiate, in un fluire fittissimo e rapido, oppure al contrario statico, di stimoli grafici, il significante linguistico si maschera di un senso di misura e di leggiadria, le quali traggono in inganno lo spettatore”.
La mostra allestita negli spazi di SATURA, con opere provenienti dalla collezione del Museo della Carale Accattino di Ivrea, offre un significativo panorama del lavoro realizzato da Accame fra gli anni ’70 e ’90. Vi si incontrano scritture illeggibili, sottolineature, esplosioni grafiche, “sgeometrie” dove le parole, trascritte in caratteri minuti, si convertono in tracce lineari, in mormorii prossimi al silenzio, ma nutriti di una singolare forza vettoriale.
Una scrittura poetica sommessa ma resistente, al cui riguardo l’Autore può concedersi il lapidario commento, che riporta nel titolo di una delle opere in rassegna, del verso conclusivo dell’Ars poetica di Verlaine: “E tutto il resto è letteratura”. (Testo critico a cura di Sandro Ricaldone)
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